lunedì 17 ottobre 2016

Lezione 17/10/2016

Per comprendere la grande trasformazione giuridica avvenuta all’inizio del IX secolo, la ricostituzione, cioè, dell’Impero romano d’Occidente ad opera di Carlo Magno, è necessario guardare alla situazione geopolitica del secolo ad essa precedente.
La ripresa dell’ideale romano e la riunificazione territoriale e religiosa dell’Impero d’Occidente furono il frutto di una lenta ma sicura attività diplomatica svolta dalla Sede Pontificia verso il più potente e cattolico dei regni barbarici: quello dei Franchi.
Essa, inoltre, nacque dalle esigenze di ripresa della stabilità di un papa il cui potere e la cui incolumità cominciavano ad essere scalfiti su tre diversi fronti:
1. Da un lato, i territori bizantini della penisola italiana, venivano minacciati dalle nuove campagne di espansione di Liutprando, re dei Longobardi (VIII sec.). La figura di Liutprando viene, inoltre, ricordata anche per aver emanato una compilazione le cui norme hanno la particolare caratteristica di essere strettamente legate al caso concreto che hanno risolto. Questo rapporto molto stretto tra giustizia e legislazione fornisce il modello di normazione che si impone in tutta l’area del nord Europa.
2. Dall’area mediterranea, inoltre, il papato – e tutta l’Europa- subisce la pressione di una nuova potenza: l’Islam. La società araba, nata nel VII secolo dal sincretismo di varie tribù prima fortemente frammentate, si sviluppò rapidissimamente e, rispondendo ad una forte spinta ideale, religiosa e militare, si espanse in modo altrettanto rapido, conquistando tutte le coste dell’Africa settentrionale e la penisola iberica, per poi spingersi fino al nord della Francia, dove l’avanzata venne respinta dall’esercito franco di Carlo Martello a Poitiers nel 732. Ugualmente, ad oriente, l’esercito islamico era avanzato fino alle porte di Costantinopoli, minacciandone la sopravvivenza, ma venne fermato nel 719 dall’imperatore Leone III. Questa nuova realtà si presentava al mondo occidentale molto diversa sotto alcuni aspetti, come ad esempio quello della completa identificazione tra legge laica e legge divina, ma presentava, altresì, elementi di contatto con esso, come per esempio il ruolo assistenziale svolto dalle Waqf, fondazioni islamiche, che raccoglievano donazioni dei fedeli cui uno dei cinque pilastri dell’Islam impone l’obbligo di fare la .
3. La terza grande minaccia alla stabilità dell’autorità papale derivò dalla grande crisi religiosa intercorsa tra l’impero di Costantinopoli con il suo vescovo sostenitore dell’eresia iconoclasta, ed il papa. Questa crisi portò scomuniche reciproche e si concluse in una rottura a seguito del tentato assassinio del papa da parte dell’imperatore Costantino V.
È, dunque, in questo quadro che si inserisce l’attenta attività diplomatica del papa volta alla ripresa dell’ideale romano di unione politica, religiosa e giuridica durata circa cinquant’anni: dal 751 all’incoronazione di Carlo Magno la notte di Natale dell’800. Fu proprio la Chiesa, con l’ausilio della monarchia Franca, a determinare la caduta del regno barbarico dei Longobardi. Sulla base di questa particolare alleanza con il clero cattolico, il potere secolare della monarchia Franca rimase fortemente legato alla Chiesa.
Nel 751 papa Zaccaria legittimò la deposizione del re dei Merovingi operata da Pipino il Breve, il suo primo ministro (Maggiordomo di palazzo) il quale venne “unto” re dei Franchi. Nella decretale in cui attingeva all’auctoritas pontificia per legittimare l’operato di Pipino, Zaccaria pose l’accento sull’importanza di una corrispondenza tra la forma e la sostanza dell’esercizio del potere (era necessario, cioè, che chi esercitava di fatto i poteri vi fosse legittimato anche formalmente).
Nel 754, tuttavia, papa Stefano II si recò personalmente in Francia e, nella cattedrale di Saint Denis, diede luogo ad una seconda cerimonia dell’unzione. La tesi di Cortese riguardo questa seconda cerimonia è particolarmente convincente: in quanto funzionario dell’impero, rappresentante della maestà laica, il papa, con questa seconda unzione, sta conferendo a Pipino non già il titolo di “re dei Franchi”, ma quello di “patrizio dei romani”, offrendogli, con questa consacrazione, la carriera bizantina romana tipica cursus honorum classico che avrebbe portato al titolo imperiale (questa nuova funzione della Chiesa viene confermata e legittimata anche da un documento falso: la famosa donatio Costantini).

Nel 774 Carlo Magno riconquista l’Italia longobarda e nell’800 viene incoronato imperatore del Sacro Romano Impero d’Occidente: l’Europa si ripresenta con una sua grande unità.

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