Per comprendere la grande trasformazione giuridica avvenuta all’inizio del
IX secolo, la ricostituzione, cioè, dell’Impero romano d’Occidente ad opera di
Carlo Magno, è necessario guardare alla situazione geopolitica del secolo ad
essa precedente.
La ripresa dell’ideale romano e la riunificazione territoriale e religiosa
dell’Impero d’Occidente furono il frutto di una lenta ma sicura attività
diplomatica svolta dalla Sede Pontificia verso il più potente e cattolico dei
regni barbarici: quello dei Franchi.
Essa, inoltre, nacque dalle esigenze di ripresa della stabilità di un papa
il cui potere e la cui incolumità cominciavano ad essere scalfiti su tre
diversi fronti:
1. Da un lato, i territori bizantini della penisola italiana, venivano
minacciati dalle nuove campagne di espansione di Liutprando, re dei Longobardi (VIII sec.). La figura di Liutprando viene,
inoltre, ricordata anche per aver emanato una compilazione le cui norme hanno
la particolare caratteristica di essere strettamente legate al caso concreto
che hanno risolto. Questo rapporto molto stretto tra giustizia e legislazione
fornisce il modello di normazione che si impone in tutta l’area del nord
Europa.
2. Dall’area mediterranea, inoltre, il papato – e tutta l’Europa- subisce
la pressione di una nuova potenza: l’Islam. La società araba, nata nel VII
secolo dal sincretismo di varie tribù prima fortemente frammentate, si sviluppò
rapidissimamente e, rispondendo ad una forte spinta ideale, religiosa e
militare, si espanse in modo altrettanto rapido, conquistando tutte le coste
dell’Africa settentrionale e la penisola iberica, per poi spingersi fino al
nord della Francia, dove l’avanzata venne respinta dall’esercito franco di
Carlo Martello a Poitiers nel 732.
Ugualmente, ad oriente, l’esercito islamico era avanzato fino alle porte di
Costantinopoli, minacciandone la sopravvivenza, ma venne fermato nel 719
dall’imperatore Leone III. Questa nuova realtà si presentava al mondo
occidentale molto diversa sotto alcuni aspetti, come ad esempio quello della
completa identificazione tra legge laica e legge divina, ma presentava,
altresì, elementi di contatto con esso, come per esempio il ruolo assistenziale
svolto dalle Waqf, fondazioni
islamiche, che raccoglievano donazioni dei fedeli cui uno dei cinque pilastri
dell’Islam impone l’obbligo di fare la .
3. La terza grande minaccia alla stabilità dell’autorità papale derivò
dalla grande crisi religiosa intercorsa tra l’impero di Costantinopoli con il
suo vescovo sostenitore dell’eresia iconoclasta,
ed il papa. Questa crisi portò scomuniche reciproche e si concluse in una
rottura a seguito del tentato assassinio del papa da parte dell’imperatore
Costantino V.
È, dunque, in questo quadro che si inserisce l’attenta attività diplomatica
del papa volta alla ripresa dell’ideale romano di unione politica, religiosa e
giuridica durata circa cinquant’anni: dal 751 all’incoronazione di Carlo Magno
la notte di Natale dell’800. Fu proprio la Chiesa, con l’ausilio della
monarchia Franca, a determinare la caduta del regno barbarico dei Longobardi.
Sulla base di questa particolare alleanza con il clero cattolico, il potere
secolare della monarchia Franca rimase fortemente legato alla Chiesa.
Nel 751 papa Zaccaria legittimò la deposizione del re dei Merovingi operata
da Pipino il Breve, il suo primo ministro (Maggiordomo di palazzo) il quale venne
“unto” re dei Franchi. Nella decretale in cui attingeva all’auctoritas pontificia per legittimare l’operato di Pipino,
Zaccaria pose l’accento sull’importanza di una corrispondenza tra la forma e la
sostanza dell’esercizio del potere (era necessario, cioè, che chi esercitava di fatto i poteri vi fosse legittimato
anche formalmente).
Nel 754, tuttavia, papa Stefano II si recò personalmente in Francia e,
nella cattedrale di Saint Denis, diede luogo ad una seconda cerimonia
dell’unzione. La tesi di Cortese riguardo questa seconda cerimonia è
particolarmente convincente: in quanto funzionario dell’impero, rappresentante
della maestà laica, il papa, con questa seconda unzione, sta conferendo a
Pipino non già il titolo di “re dei Franchi”, ma quello di “patrizio dei
romani”, offrendogli, con questa consacrazione, la carriera bizantina romana
tipica cursus honorum classico che
avrebbe portato al titolo imperiale (questa nuova funzione della Chiesa viene confermata e
legittimata anche da un documento falso: la famosa donatio Costantini).
Nel 774 Carlo Magno riconquista l’Italia longobarda e nell’800 viene
incoronato imperatore del Sacro Romano Impero d’Occidente: l’Europa si
ripresenta con una sua grande unità.
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