martedì 3 maggio 2011

Dictatus Papae nel registro di Gregorio VII



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1 commento:

Anonimo ha detto...

Proprio recentemente ho letto un libro di Gustavo Zagrebelsky, "Scambiarsi la veste, Stato e Chiesa al governo dell'uomo", in cui si analizza la nascita del concetto di laicità come fondamento dello Stato moderno. L'autore, innanzitutto, sottolinea come le ingerenze della Chiesa in qualsiasi affare dello Stato siano una diretta conseguenza del messaggio cristiano. Mi spiego meglio. Per la Chiesa è impossibile rinunciare alla validità universale della propria dottrina e questa missione entra inevitabilmente in tensione con lo Stato garante della libera convivenza tra tutte le fedi e le concezioni del mondo, in sostanza con lo Stato pluralista. Zagrebelsky inizia la sua analisi proprio dal Dictatus Papae, definendo le 27 proposizioni "un'impressionante sintesi delle pretese ecclesiastiche alla supremazia assoluta" e non si può non essere d'accordo nel rintracciare in questo atto la prima grande affermazione delle dottrine ierocratiche. Ho trovato interessante, infine, la ricostruzione delle tappe con cui la Chiesa ha cercato di rilegittimare il proprio ruolo nello Stato moderno (dopo la rottura dell'unità cattolica delle società europee e l'affermazione di quello che Benedetto XVI ha chiamato "dittatura del relativismo"); Zagrebelsky ne individua tre: 1) la religio socialis, , quando la religione cattolica si è offerta in veste di dottrina sociale, 2) la religio humana, quando si è presentata come paladina della dignità dell'esistenza umana; 3)la religio civilis del nostro tempo, quando la Chiesa si è offerta come "tessuto connettivo delle odierne società politiche in auto-disfacimento" (poiché non riescono da sole a garantire i presupposti su cui si basa la loro esistenza, secondo la fortunata tesi di Bockenforde).
Proprio partendo da questi documenti, penso, possiamo capire davvero quanto la laicità (e l'assenza di privilegi per qualsiasi fede religiosa)sia elemento fondamentale di una democrazia costituzionale.

Gaetano Lapenta