sabato 3 marzo 2007

Cominciamo le lezioni

Lunedì alle 8,30 si comincia.
Gli studenti, come sempre, cercano di capire se seguire sia conveniente o no, perché in certi casi le ore della lezione potrebbero essere più proficuamente impegnate.
Anche per la storia del diritto ogni studente decida liberamente se seguire o no. Da parte mia, non stabilisco "vantaggi" per chi frequenta rispetto a chi non frequenta, perché il mio obiettivo è di insegnare le linee principali della materia a tutti. Dunque se qualcuno apprende meglio leggendo in silenzio da solo, meglio per lui non frequentare.
C'è però un elemento che potrebbe convincere ad alzarsi presto e venire ad ascoltare le lezioni: che i libri che dovrete studiare sono piuttosto complessi, e non è facile per uno studente di primo anno coglierne il senso. A studiarli da soli si corre il rischio di perdersi in una quantità di nomi e di date, senza capire il senso del discorso e il motivo per cui è opportuno ricordare alcune cose.
Dico "alcune", perché non occorre ricordare tutte le cose che ci sono nei manuali.
I manuali, infatti, sono libri di alto livello, che offrono più contenuti di quanti sia necessario ricordare per superare brillantemente l'esame. Perciò occorre selezionare le nozioni da fissare e identificare quelle che si possono anche tralasciare.
Le lezioni servono proprio a questo: a guidare lo studente nello studio, a dare un senso alle nozioni da apprendere, ad offrire una linea secondo la quale leggere i manuali.
Perciò è importante che voi leggiate il manuale mentre seguite, per cogliere il filo delle lezioni e arricchire quello che ascolterete con le idee e i dati che leggerete.

Quest'anno, poi, ci sarà anche questo blog, che spero possa arricchire l'esperienza creando un dialogo tra me e voi. Se volete, potete utilizzarlo liberamente, anche per comunicare insoddisfazioni o critiche.

Buon lavoro

mercoledì 7 febbraio 2007

Problemi con il manuale sul diritto moderno.

Il collega Italo Birocchi mi fa sapere che il suo manuale, che l'editore pubblicizzava come imminente, non uscirà in tempo per consentirvi di studiare per l'esame. Dunque devo mettermi alla ricerca di un'alternativa. Datemi qualche giorno e vi prooporrò una soluzione.

martedì 6 febbraio 2007

Buongiorno a tutti.
Ho sempre pensato che l'insegnamento universitario di oggi sia terribilmente impersonale. Quando tengo le mie lezioni nella grande aula 1 scorgo a malapena le facce di chi siede nelle ultime file, e ho sempre il dubbio di parlare a una platea annoiata, o curiosa di cose che non sono quelle che sto raccontando.
Come storico del diritto, invece, so che l'Università è nata, nel Medioevo, come comunità di persone che condividevano un'esperienza culturale, interrogandosi insieme intorno ai problemi più ardui che la società si poneva. Le domande degli studenti erano allora importanti almeno quanto le risposte dei professori; e le risposte erano non di rado rivolte a sollevare altre domande più che a soddisfare per sempre una curiosità.
La nostra università, invece, si organizza per "eesami" e non per corsi. L'esperienza didattica non ha alcuna importanza, poiché l'unica cosa che conta è superare il fatidico esame. E per farlo, non bisogna conoscere una materia, capirne le problematiche, sapersi fare le domande giuste. No. Bisogna solo imparare bene il manuale. Il manuale monumentale delle materie di Giurisprudenza è il vero protagonista di cinque anni di lavoro di uno studente.
Questa sostituzione del manuale alla lezione è ormai evidente e inevitabile, dato il unmero di iscritti a una grande Facoltà.
Quest'anno voglio fare un esperimento.
Voglio vedere se un uso più intenso delle tecnologie consente di recuperare, sotto forme nuove, un po' di quel dialogo che abbiamo perso.
Perciò provo per la prima volta a tenere un blog, attraverso il quale sia possibile pormi domande sia durante la lezione sia in ogni altro momento.
Vedremo come andrà.