giovedì 16 giugno 2011
Diritto del lavoro e Storia del diritto
IMPORTANTE: potranno sostenere l'esame di storia del diritto il giorno 20 luglio soltanto coloro che sono iscritti all'esame di diritto del lavoro del giorno 19 e che provvedono a lasciare un commento a questo post indicando nome, cognome e numero di matricola.
Salta l'appello?
sabato 11 giugno 2011
Esame orale di giugno
martedì 7 giugno 2011
Prova scritta e prova orale
di seguito trovate sintetizzate le modalità di svolgimento dell'esame di storia del diritto già pubblicate altre volte.
Come si sostiene l’esame di storia del diritto medievale e moderno (canale A-L)?
L’esame si articola in due momenti: una prova scritta ed una orale. Il superamento della prima è condizione necessaria per accedere alla seconda.
La prova scritta consiste in due o tre domande aperte (di lunghezza contenuta) sui primi undici capitoli del manuale di Ennio Cortese. La prova orale verte sulla parte restante del programma di storia del diritto medievale e moderno.
Come viene valutata la prova scritta?
Con un voto in trentesimi, di cui si tiene conto nella determinazione del voto dell’esame finale.
La prova scritta e la prova orale devono essere sostenute nello stesso appello?
Chi supera la prova scritta può sostenere l’esame orale in qualsiasi appello dell’anno accademico, prima che ricomincino le lezioni del prossimo anno (quindi fino a tutta la lsessione autunnale); chi non la supera o intende rifiutare la votazione non potrà sostenere nuovamente la prova scritta nell’appello immediatamente successivo, indipendentemente dalla sessione.
Questo vuol dire, ad esempio, che chi non supera la prova scritta nell’ultimo appello di luglio non può presentarsi al primo appello di settembre. Chi viene respinto alla prova orale potrà conservare il voto conseguito alla prova scritta, ma non potrà ripresentarsi all’orale nell’appello immediatamente successivo.
Come ci si iscrive all’esame?
E' previsto on line un doppio sistema di prenotazione: uno relativo alla prova scritta (chiamata “prova intermedia di storia”) e uno relativo a quella orale (“esame orale di storia”).
Va da sé che chi vuole sostenere sia la prova scritta che quella orale nello stesso appello dovrà iscriversi ad entrambe, pur non potendo prevedere l’esito della prima prova. In ogni appello d’esame sarà quindi prevista una data per la prova scritta e una posticipata di uno o due giorni per la prova orale.
A seconda del numero di studenti che avrà sostenuto la prova scritta, saremo in grado di comunicare i risultati in giornata o il giorno seguente.
Come ci si prenota alla prova scritta di maggio? Vale anche in questo caso la regola del salto di un appello nel caso in cui non si consegua un risultato positivo?
La data di maggio costituisce un’eccezione. Soltanto in questo caso infatti sarà possibile prenotarsi sul blog e, nel caso di esito negativo della prova o di rifiuto del voto, presentarsi nuovamente al primo appello di giugno.
E' necessario comunicare l'eventuale rifiuto del voto della prova scritta?
No. Varrà automaticamente il voto conseguito la seconda (o terza etc) volta che si sostiene la prova scritta.
martedì 31 maggio 2011
I libri. Imparare e insegnare all'Università
La piccola discussione spontanea che si è aperta sul post “Programma d’esame” merita di essere approfondita e proseguita. Soprattutto per chi insegna è importante cogliere le impressioni degli studenti, confrontarsi ed eventualmente adattare il proprio metodo di insegnamento e il parametro con cui sceglie i libri da consigliare. Dunque, protetti dall’anonimato, continuate pure a dire la vostra sul corso e sui libri. Sempre conservando rispetto e spirito costruttivo, però!
Ecco alcune osservazioni per favorire la discussione.
I libri difficili. Dal 1995, quando è stato pubblicato nella sua prima versione, che era in due volumi, ho sempre adottato il manuale di Ennio Cortese, consapevole della sua raffinatezza e della sua complessità. Lo ho fatto perché credo che l’Università debba innanzitutto formare studenti critici, capaci di affrontare testi complessi e di confrontarsi con il linguaggio scientifico. In particolare, un corso di studio deve offrire allo studente l’opportunità di migliorarsi, in modo che al termine del corso sia in grado di capire ad un livello abbastanza approfondito quei testi che senza il corso universitario non capirebbe. Ecco perché nel corso cerco di seguire molto da vicino il manuale, e perché ho affiancato il blog alle lezioni: vorrei che voi foste aiutati ad affrontare un testo complesso e che possiate porre domande a voce oppure sul blog per superare le difficoltà del testo. Dunque un testo che non presenti difficoltà di lettura, secondo me, sarebbe infruttuoso dal punto di vista dell’apprendimento: come un allenamento sportivo che non fissi obiettivi da raggiungere che siano al di là di quanto un atleta sa fare già.
A che serve la didattica? A che servono le lezioni, i seminari, il blog? Molti studenti, evidentemente, credono che non servano a niente, dal momento che non seguono le lezioni né i seminari, non fanno domande a voce né sul blog. Si affidano al libro e cercano di impararlo anche se non lo capiscono bene, perché l’importante è solo e soltanto superare l’esame. Come ho detto nelle prime lezioni, questa prevalenza dell’esame sull’apprendimento è colpa del sistema, e in gran parte di noi professori, e non degli studenti; perché – per motivi che non possiamo discutere adesso – per uno studente l’unica cosa veramente importante è superare l’esame per poter poi pensare al prossimo. Ma se ci pensate bene, quello che serve davvero per il vostro futuro sarebbe soprattutto imparare a fare cose che non sapete ancora fare, e nella fattispecie a capire il senso di testi che a prima vista vi sembrano troppo complessi. Per questo c’è la didattica, e per questo l’Università è un posto dove ci sono professori e ricercatori che studiano testi molto più difficili dei manuali. Questi docenti dovrebbero insegnare agli studenti almeno come di leggono e si capiscono i manuali e gli altri testi che bisogna affrontare in un corso di laurea.
Alcuni hanno scritto di aver “perso tempo” a confrontare il testo del manuale con altri testi, che ritenevano più chiari. Ma questo esercizio non è affatto una perdita di tempo: anzi, è fondamentale per uno studio avanzato e maturo. Cercando di risolvere un problema di comprensione ricorrendo a molti testi diversi, si fa “esperienza” dell’apprendimento: cioè si impara in modo attivo cercando dei contenuti, e non in modo passivo, semplicemente assorbendo i contenuti che si trovano sul manuale “chiaro” che alcuni sognano. In un testo medievale che poneva una quaestio (dovreste sapere cosa è), una volta ho letto una conclusione molto suggestiva. Diceva: questo problema è molto complesso, ma io (io professore) non vi darò la soluzione, perché è sufficiente “aprire la strada al dubbio” perché voi studenti troviate la soluzione per vostro conto.
Ecco: libri complessi, che rispecchiano materie complesse, dovrebbero aprire la strada al dubbio, perché è il dubbio, e non la certezza, che fa imparare. La didattica, l’informatica, la biblioteca sono gli strumenti che uno studente dovrebbe saper utilizzare per trovare la propria strada fra i mille dubbi che i buoni libri fanno sorgere.
Risultati esoneri
sabato 28 maggio 2011
Programma d'esame
per il Medioevo: CORTESE E., Le grandi linee della storia giuridica medievale, Roma, Il Cigno, ultima edizione.
per l’Età moderna: PADOA SCHIOPPA, A., Storia del diritto moderno in Europa, Bologna, Il Mulino, 2007, pp. 223-589.
Chi deve preparare l'esame da 7 crediti perché è iscritto al vecchio corso di laurea 3+2 può tralasciare due capitoli del libro di Ennio Cortese:
Il diritto bizantino e il Mezzogiorno, cap. VIII della prima parte
Ordinamenti monarchici italiani, cap. X della seconda parte
venerdì 27 maggio 2011
Risultati
giovedì 26 maggio 2011
Ricevimento 30 maggio
mercoledì 25 maggio 2011
Diritto moderno
martedì 24 maggio 2011
Risposta a Zeta da parte della dott.ssa Menzinger

Caro/a Zeta,
ha ragione a segnalare un’incomprensione su un passaggio obbiettivamente complicato al quale ho forse dedicato troppo poco spazio a lezione.
Andiamo con ordine: il legame tra i sovrani meridionali e il papato si stabilisce già con la prima generazione di Altavilla, la famiglia normanna che emerge tra le altre nell’Italia del Sud, e che, per ratificare in qualche modo tale supremazia di fatto, chiede al papa Niccolò II una sorta di investitura feudale: il papa la concederà nominando nel 1059 il più eminente esponente della famiglia Altavilla, Roberto il Guiscardo, “duca di Puglia e di Calabria”. Questo atto apparentemente poco significativo fu invece all’origine dell’ambiguità che caratterizzò i rapporti tra i pontefici e i sovrani meridionali e legittimò in certa misura le ingerenze del papa che avrà buon gioco a sfruttare quell’ambiguità.
Il nipote di Roberto il Guiscardo, Ruggero II, è colui che raccoglie i frutti della serrata politica di conquista portata avanti da suo padre (Ruggero I) e suo zio (Roberto appunto), e che si fa incoronare re a Palermo dall’arcivescovo, con la benedizione pontificia. Quest’atto di incoronazione del 1130, che sembrerebbe ricalcare quello di Carlo Magno nell’800, è in realtà imbevuto di ideologia bizantina, come simbolicamente attestano i mosaici di Monreale e di altre chiese palermitane che raffigurano Cristo che incorona Ruggero II secondo uno sile artistico e simbolico marcatamente bizantino. Questi mosaici sono molto eloquenti per il fatto che ci comunicano il tipo di sovranità cui si dovettero ispirare i sovrani normanni, l’idea di maiestas bizantina con cui entrarono in contatto proprio in Italia meridionale, dove la cultura bizantina era sempre stata, e continuava ad essere, molto influente. Tale idea di sovranità veicolava anche una particolare funzione della Chiesa, molto diversa da quella che contemporaneamente (XI secolo) si andava affermando con la Riforma di Gregorio VII: mentre la Chiesa gregoriana è una Chiesa che rivendica il proprio ruolo di indipendenza e di superiorità rispetto al potere secolare imperiale, quella bizantina, trasmessa ai sovrani normanni dal diritto e dalla cultura bizantina dell’Italia meridionale, è una Chiesa statuale, sul modello di quella proposta da Giustiniano nel VI secolo.
Ad aumentare il terreno dell’ambiguità, sta poi la decisione dei pontefici di affidare la Legazia apostolica ai sovrani normanni, di fare cioè dei sovrani secolari, e non di esponenti della gerarchia ecclesiastica, come di consueto, i rappresentanti dei pontefici: tale decisione sembra, nella mente dei pontefici, rispecchiare l’idea secondo cui i re meridionali sarebbero una sorta di fidati vassalli, ma da parte normanna e successivamente sveva, poteva essere interpretata come il rafforzamento dell’idea di una Chiesa di Stato, di un sovrano cioè rappresentante contemporaneamente del potere secolare e spirituale.
Spero di essere stata più chiara, sono a disposizione per ulteriori informazioni
Sara Menzinger
giovedì 19 maggio 2011
Domande tardive (quaestiones in extremis positae)
lunedì 16 maggio 2011
Oggi (16 maggio) non c'è lezione!
martedì 10 maggio 2011
Principio gelasiano
Attività formativa
l'ultimo incontro dell'attività formativa si terrà domani (mercoledì) alle 10 nell'aula 12 dell'edificio Tommaseo.
Decretum Gratiani
di seguito trovate i links ai testi che abbiamo esaminato o citato durante il nostro incontro di oggi.
Edizione moderna del Decretum Gratiani (ricordatevi che la prima parte è divisa in distinctiones e canoni, la seconda in causae, quaestiones e canoni e la terza in distictiones e canoni):
http://geschichte.digitale-sammlungen.de/decretum-gratiani/online/angebot
Edizione a stampa antica del Decretum Gratiani con la glossa:
http://digital.library.ucla.edu/canonlaw/toc.html
Manoscritto del Decretum Gratiani: St. Gall, Stiftsbibliothek 673
http://www.e-codices.unifr.ch/en/csg/0673/3/medium
Pier Damiani, Liber Gomorrhanus (edito nella Patrologia Latina, ed. Migne, vol. 145, coll. 169-172, cap. X-XII).
Buona lettura!
mercoledì 4 maggio 2011
martedì 3 maggio 2011
Decretali Pseudo-isidoriane
di seguito trovate i links ai testi che abbiamo consultato nel corso del seminario di oggi:
http://www.pseudoisidor.mgh.de/index.HTM
Qui potete trovare la praefatio alle Decretali Pseudo-isidoriane
http://www.ceec.uni-koeln.de/
Qui potete trovare il manoscritto delle Decretali Pseudo-isidoriane: Cologne, Dombibl. 113
Il Dictatus papae lo trovate nel post precedente
Se volete proseguire nella lettura della praefatio aspetto di ricevere le vostre osservazioni!
lunedì 2 maggio 2011
Seminario 3 maggio
domani il nostro incontro per discutere del ruolo del diritto canonico nel sistema del diritto comune avrà luogo in aula 5.
