sabato 24 marzo 2007

Il Feudo, le professiones e il diritto longobardo

Ho letto la discussione fra voi, e le risposte che sono state date ai dubbi sono corrette: quanto alla "chimica" criticata da Cortese, è l'origine etnica degli elementi ad essere criticata, e non l'identificazione degli elementi stessi, che sono stati da sempre identificati nel feudo.
Quanto all'homagium o hominitium, non è corretto dire che si evolva dal colonato: è piuttosto una forma di legame da uomo a uomo che si afferma per cause economiche, assume una forma ritualizzata e provoca i suoi effetti di semilibertà in modo permanente. Il legame con il colonato lo fecero i glossatori quando riscoprirono il Corpus Iuris.
Per il diritto longobardo, è vero che il diritto delle persone è importante. Concentratevi soprattutto sul mundio.
Le professiones iuris compaiono nei documenti all'epoca di Carlo Magno. Non è difficile capire il perché: l'Impero era composto di tanti regni e ognuno aveva le proprie leggi. Il discorso è importante anche per liberarsi dall'idea ottocentesca che il diritto fosse connaturato ai popoli e che dunque il principio della personalità del diritto sia esistito molto prima. Invece il diritto si configura nel rapporto con la società, la politica e l'economia, e perciò cambia con il mutare delle condizioni.
Scusate lo schematismo, ma sono ancora fuori.

giovedì 22 marzo 2007

esonero, esonero, esonero

Rispondo ad altre domande sull'organizzazione dell'esonero del 17 aprile ore 15.
La prenotazione è aperta e occorre iscriversi entro il giorno 11.4.
Il voto è in trentesimi e fa media per il voto definitivo.
Tuttavia si può rifiutare e sostenere l'esame per intero.
Chi accetta il voto elimina la parte di programma oggetto della prova.
La prova è scritta e sarà suddivisa in alcune domande. Il tempo a disposizione sarà di un'ora circa.

martedì 20 marzo 2007

Intervenire sul blog

Oggi a lezione un paio di studenti mi hanno detto che non è facile intervenire sul blog. Chi lo fa regolarmente può dare le istruzioni fondamentali per i meno esperti? Io non sono in grado perché l'unico blog che frequento è questo, che ovviamente a me non dà problemi.

Fra i commenti trovate le istruzioni chiarissime di Francesca. Grazie.

Esonero, esonero

Beh, pare che il solo pensiero dell'esonero vi metta tutti in agitazione!
Si è creata un'incertezza medievale, che richiede l'intervento dell'auctoritas professoris per essere acquietata.
Ecco qualche interpretazione autentica:
Bisogna prenotarsi. Bisogna studiare fino al capitolo I della seconda parte del manuale di Cortese.
Attenzione: la data definitiva è il 17 aprile alle 15.
Le dispense non c'entrano con il corso: le uso per le prove di recupero di 3 crediti per chi ha cambiato ordinamento e per il corso di diritto comune. Dunque non vi servono.
Le risposte di Francesca sono corrette tutte e tre.

Esonero

Avete ragione, l'annuncio non è esatto: la prova di esonero è rivolta a tutti quelli che preparano l'esame che conclude il corso attuale, cioè il corso di primo anno che vale 10 crediti.
Possono sostenerlo anche studenti di anni successivi, purché siano iscritti al nuovo ordinamento (LMG01 = 1+4).

Sarà una prova scritta, basata su un certo numero di domande.

domenica 18 marzo 2007

Il mundio

Nella spiegazione di mercoledì ho trascurato il mundio per pura dimenticanza. In realtà è uno degli istituti longobardi importanti, se non altro perché ha avuto una storia lunghissima in Italia. Dunque studiatelo bene, mettendo soprattutto in rilievo i suoi contenuti patrimoniali, che lo collegano a quanto abbiamo detto dei diritti reali.

Liutprando e i testimoni

Chiara ha rilevato una contraddizione nel libro:
"A pag 102 si afferma che Liutprando per meglio agganciare wadia e causa sottostante ricorra all'istituto romano della testimonianza; in seguito però a pag 106 si afferma che il re fa propria la procedura della prassi secondo la quale l'efficacia della testimonianza viene dimezzata per dar spazio ai giuramenti collettivi.Da ciò qualche storico ha addirittura dedotto che Liutprando non abbia affatto introdotto tale istituto che avrebbe visto la luce solo molti anni più tardi tra i longobardi"

Veramente non vedo contraddizione fra i due passaggi. In entrambi Cortese rileva in Liutprando una tendenza a seguire l'insegnamento della Chiesa, sia in materia di giuramenti collettivi sia in materia di accertamento della causa del negozio. L'uso del giuramento non per attestare la realtà dei fatti, ma per professare la propria fiducia in un soggetto accusato oppure provocato in giudizio, provocava il rischio dello spergiuro, e il pericolo dell'anima sia per il giudice sia per il legislatore che accettava questa pratica. Perciò, sia per i contratti wadiati sia per l'accertamento processuale, Liutprando proclama il proprio desiderio di intendere la testimonianza in senso "romano" (cioè ecclesiastico) di mezzo di accertamento della verità dei fatti. Ma la pratica longobarda era resistente di fronte a questi mutamenti. Liutprando stesso lo ammette, e i documenti lo confermano quando mostrano i giudici che ricorrono ancora alle vecchie procedure di giuramenti rituali o de credulitate.

sabato 17 marzo 2007

Patrocinium per l'esonero

Proviamo a seguire il vostro suggerimento: pongo qualche domanda perché voi possiate chiedervi se siete in condizione di rispondere. Però non posso correggervi tutti, anche perché altrimenti sarebbe inutile fare l'esonero. Se invierete le risposte sul blog posso dare indicazioni generali valide per tutti.
Quanto a chi non segue il blog, mi pare che possa mettersi a seguirlo. Un computer collegato si trova e non credo che esista un solo studente incapace di usare internet (e se esiste dovrebbe preoccuparsi molto per il suo futuro!)

Cominciamo subito, e nello stesso tempo diamo una risposta a Manuel che aveva chiesto chiarimenti sul Patrocinium. Ecco le domande:

In quali fonti legislative è disciplinato il Patrocinium? a quale periodo risalgono queste fonti? Il patrocinium vi è regolato oppure è proibito?

In cosa consiste l'istituto del Patrocinium?

Perché il Patrocinium può essere considerato una pratica prefeudale?

venerdì 16 marzo 2007

L'esonero e l'esame

Dunque, come ho detto l'esonero si farà.
Molti hanno chiesto se lo possono sostenere anche se non hanno superato l'esame di storia del diritto privato romano. Sì: l'esonero non è verbalizzato e non solleva problemi di propedeuticità.

L'esame invece occorre sostenerlo dopo aver superato quello di diritto romano.

giovedì 15 marzo 2007

L'alienazione dei beni presso i Longobardi

Marcella e Gigi hanno posto un problema che sorge spontaneo quando si parla dellla struttura dei diritti reali nell'Italia longobarda del VII secolo. Infatti anche uno dei primi professori di Storia del Diritto in Italia, Francesco Schupfer, considera importante trattare di questo problema nel suo manuale pubblicato nei primi anni del Novecento con un titolo emblematico: Il diritto privato dei popoli germanici.
Dopo aver descritto la proprietà collettiva dei villaggi e delle famiglie, osserva: "In questo stato di cose, si comprende che il padre non poteva avere una grande libertà di disporre delle sostanze domestiche. Noi non dobbiamo dimenticare che i beni appartenevano alla famiglia e che da essa non dovevano uscire: come avrebbe potuto conciliarsi la libertà di disporne del suo capo col diritto che, a rigore, non apparteneva a lui ma alla casa?"
Dunque la domanda di Marcella e Gigi è la stessa che si è fatto Schupfer circa un secolo fa (la seconda edizione, da cui cito, è del 1915).
Qualche studioso tedesco, in quel periodo, era arrivato a dire che la terra, per diritto germanico, era una cosa extra commercium: esagerava un po', ma in sostanza rilevava una tendenza che si riscontra nelle fonti. Rotari (capitolo 173), parlando della Thinx, prescrive una formula nella quale il venditore richiama la necessità che lo spinge ad alienare, come se di regola fosse escluso il commercio di una terra di famiglia. Si coglie un certo parallelismo con l'assetto dei beni ecclesiastici, anch'essi di regola inalienabili, a meno di situazioni di necessità assoluta.
Alcuni documenti longobardi rivelano però che c'era un modo di alienare beni di famiglia: chiedere il consenso dei figli. Però sono documenti tardi e potrebbero rivelare una situazione economica un po' meno drammatica di quella del VII secolo.

martedì 13 marzo 2007

Pochi ma buoni

Forse il blog non è utilizzato da moltissimi studenti, però la qualità della discussione che leggo negli ultimi interventi è piuttosto alta. Se gli interventi fossero rappresentativi della media degli studenti, direi che quest'anno sono arrivati ragazzi molto preparati e curiosi.
L'ambitissimo punto Irnerius va a Francesca, che è intervenuta due volte con una precisione e un'ampiezzza ottime. Però anche gli altri interventi sono corretti, anche se meno ampi.

Aspetto altre domande per aprire il dialogo e assegnare il prossimo punto Irnerius!

lunedì 12 marzo 2007

Punti Irnerius

Solo una risposta alle domande per le quali è in palio un bellissimo punto Irnerius. Se non ci saranno altri concorrenti, dovrò assegnarlo a Francesca, la cui risposta in effetti è ottima.

domenica 11 marzo 2007

Il dualismo medievale

Francesca ha chiesto di capire meglio l'accenno di Cortese a pagina 48 sulla prefigurazione visigotica del diritto comune. Roberto ha chiesto di chiarire meglio il dualismo medievale nella lezione di lunedì.
Lo farò, anche perché non abbiamo finito di occuparci della volgarizzazione del diritto, che in gran parte si capisce proprio tenendo presente questo sdoppiamento fra una realtà concreta, a volte molto dura e difficile, e un mondo ideale, dove si conservano i principi di universalità che erano stati dell'Impero romano.

Intanto però mi rendo conto che rispondere da solo a tutti sarebbe difficile.

Perciò propongo a voi di dare le risposte a Francesca e Roberto, e anche all'altra domanda di Roberto sulla conversione di Costantino alll'arianesimo.
Siccome non si fa niente per niente (tranne questo blog...), metto in palio un premio per le migliori risposte: riceveranno un punto Irnerius. Chi totalizzerà più punti Irnerius avrà, alla fine del corso, una sorpresa.

mercoledì 7 marzo 2007

Parto fino a domenica

Sono contento di vedere che il blog funziona.
Per qualche giorno sarò in Germania, e credo che da dove lavorerò sarà difficile aggiornare il blog. Ci vediamo comunque lunedì.

La doppia legislazione dei visigoti

Daniele ha chiesto un chiarimento sulla doppia legislazione dei visigoti.
E' un tema molto difficile, che non ho spiegato molto bene perché mi sono trovato allla fine della lezione. Anche per me procedere senza pausa è più faticoso.
Per schematizzare bisogna ricordare che in un primo tempo il fenomeno delle due leggi quasi contemporanee fu spiegato con il principio della personalità del diritto, che prevede che ogni popolo abbia sue proprie leggi e consuetudini, e in particolare che i popoli gemanici ebbero un loro diritto diverso da quello romano. Questa convinzione però è superata, perché era legata al nazionalismo delll'Ottocento e del primo Novecento.
Dal punto di vista storico, la spiegazione dell personalità del diritto non regge perché non sembra proprio che la Lex Wisigothorum fosse rivolta ai visigoti e la Lex Romana Wisigothorum fosse rivolta ai romani. Entrambe si rivolgono a tutti i sudditi del regno.
Le due leggi, dunque, hanno valenza territoriale e non personale.
A pagina 47-48 Cortese propone la sua soluzione del problema: la mentalità dei barbari non si opponeva all'Impero. Al contrario, ne riconosceva la funzione civilizzatrice. Perciò Alarico pensò di far realizzare una raccolta che rispecchiasse i princìpi del diritto romano, attingendo alle leggi di Teodosio e alle opere volgarizzate della giurisprudenza.
Le testimonianze citate sono suggestive: la legge romane è "di tutto il mondo" (totius mundi); è "la madre di tutte le leggi umane". Sono frasi puù tarde, ma probabilmente rispecchiano una sensibilità precedente.

Costantino e l'arianesimo

Perché Costantino, che favorì il concilio di Nicea e la condanna della dottrina di Ario, poi finì per abbracciare quella fede?
La riposta dovrebbe essere molto complessa, ma possiamo limitarci a poche osservazioni.
La prima è che la condanna di Nicea non riuscì affatto a cancelllare la dottrina di Ario. Anzi, problemi di arianesimo resistettero per secoli in Occidente, perché i barbari (Goti, Longobardi, anche i Franchi, che però si convertirono al cattolicesimo molto presto), furono evangelizzati da missionari ariani, e perciò non rispettavano l'autorità del Papa. Ci vollero secoli perché l'unità della dottrina fosse effettivamente stabilita.
La seconda è che Costantino non aveva capito subito che la dottrina ariana era più accondiscendente nei confronti del potere imperiale. Cortese lo spiega a pagina 30 con qualche esempio, che giustifica anche il fatto che a Costantinopoli l'arinesimo restò di moda per parecchio tempo.

sabato 3 marzo 2007

Cominciamo le lezioni

Lunedì alle 8,30 si comincia.
Gli studenti, come sempre, cercano di capire se seguire sia conveniente o no, perché in certi casi le ore della lezione potrebbero essere più proficuamente impegnate.
Anche per la storia del diritto ogni studente decida liberamente se seguire o no. Da parte mia, non stabilisco "vantaggi" per chi frequenta rispetto a chi non frequenta, perché il mio obiettivo è di insegnare le linee principali della materia a tutti. Dunque se qualcuno apprende meglio leggendo in silenzio da solo, meglio per lui non frequentare.
C'è però un elemento che potrebbe convincere ad alzarsi presto e venire ad ascoltare le lezioni: che i libri che dovrete studiare sono piuttosto complessi, e non è facile per uno studente di primo anno coglierne il senso. A studiarli da soli si corre il rischio di perdersi in una quantità di nomi e di date, senza capire il senso del discorso e il motivo per cui è opportuno ricordare alcune cose.
Dico "alcune", perché non occorre ricordare tutte le cose che ci sono nei manuali.
I manuali, infatti, sono libri di alto livello, che offrono più contenuti di quanti sia necessario ricordare per superare brillantemente l'esame. Perciò occorre selezionare le nozioni da fissare e identificare quelle che si possono anche tralasciare.
Le lezioni servono proprio a questo: a guidare lo studente nello studio, a dare un senso alle nozioni da apprendere, ad offrire una linea secondo la quale leggere i manuali.
Perciò è importante che voi leggiate il manuale mentre seguite, per cogliere il filo delle lezioni e arricchire quello che ascolterete con le idee e i dati che leggerete.

Quest'anno, poi, ci sarà anche questo blog, che spero possa arricchire l'esperienza creando un dialogo tra me e voi. Se volete, potete utilizzarlo liberamente, anche per comunicare insoddisfazioni o critiche.

Buon lavoro

mercoledì 7 febbraio 2007

Problemi con il manuale sul diritto moderno.

Il collega Italo Birocchi mi fa sapere che il suo manuale, che l'editore pubblicizzava come imminente, non uscirà in tempo per consentirvi di studiare per l'esame. Dunque devo mettermi alla ricerca di un'alternativa. Datemi qualche giorno e vi prooporrò una soluzione.

martedì 6 febbraio 2007

Buongiorno a tutti.
Ho sempre pensato che l'insegnamento universitario di oggi sia terribilmente impersonale. Quando tengo le mie lezioni nella grande aula 1 scorgo a malapena le facce di chi siede nelle ultime file, e ho sempre il dubbio di parlare a una platea annoiata, o curiosa di cose che non sono quelle che sto raccontando.
Come storico del diritto, invece, so che l'Università è nata, nel Medioevo, come comunità di persone che condividevano un'esperienza culturale, interrogandosi insieme intorno ai problemi più ardui che la società si poneva. Le domande degli studenti erano allora importanti almeno quanto le risposte dei professori; e le risposte erano non di rado rivolte a sollevare altre domande più che a soddisfare per sempre una curiosità.
La nostra università, invece, si organizza per "eesami" e non per corsi. L'esperienza didattica non ha alcuna importanza, poiché l'unica cosa che conta è superare il fatidico esame. E per farlo, non bisogna conoscere una materia, capirne le problematiche, sapersi fare le domande giuste. No. Bisogna solo imparare bene il manuale. Il manuale monumentale delle materie di Giurisprudenza è il vero protagonista di cinque anni di lavoro di uno studente.
Questa sostituzione del manuale alla lezione è ormai evidente e inevitabile, dato il unmero di iscritti a una grande Facoltà.
Quest'anno voglio fare un esperimento.
Voglio vedere se un uso più intenso delle tecnologie consente di recuperare, sotto forme nuove, un po' di quel dialogo che abbiamo perso.
Perciò provo per la prima volta a tenere un blog, attraverso il quale sia possibile pormi domande sia durante la lezione sia in ogni altro momento.
Vedremo come andrà.